Sant Antonio

Chiesetta di S. Antonio Abate in Seradello – Nave (BS)

Chiesetta di S. Antonio Abate in Seradello – Nave (BS)

Altare Sant Antonio

Affresco della Pala dell’altare maggiore: al centro Madonna in trono con Bambino, Sant’ Antonio Abate e San Giovanni Battista Primi decenni del ‘500

La chiesetta devozionale dedicata a San Giovanni Battista e a Sant’Antonio Abate, una volta frequentata da eremiti,si trova sul sentiero che porta in Conche,in località detta Seradello per il folto
bosco di castagni e di roveri, in dialetto“seradei”, che la circonda.Costituita da un’aula rettangolare con presbiterio sopraelevato affiancato da due vani di forma quadrata, citata già nel 1481 nei verbali del processo per il trafugamento del corpo di San Costanzo dalla chiesa di Conche, fu poi sottoposta
ad interventi di restauro nel 1675 e nel 1984, come si legge nella lapide posta sulla fiancata sud dell’edificio.
Oltre alla pala, che qui si presenta, notevoli sono pure due affreschi: l’Ultima Cena
(Nave nostra, n. 3/62) ed un Sant’Antonio che ricopre un’iscrizione al Santo invocato per ottenere la protezione dal cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio” (herpes zoster), una malattia della pelle allora molto diffusa tra gli strati più poveri della popolazione. Nato in Egitto nel 250 circa, dopo la morte dei genitori, Antonio distribì i suoi averi ai poveri, si ritirò nel deserto e lì cominciò la sua vita di penitenza.
Ebbe molti discepoli ed è considerato il fondatore del monachesimo cristiano ed il primo degli abati.
Protettore degli animali domestici, talvolta viene raffigurato con accanto un maialino, il cui grasso serviva per ungere i colpiti di herpes zoster.
Il culto di questo santo, particolarmente diffuso nella cultura contadina, si sovrappone agli antichi riti propiziatori pagani caratteristici della stagione invernale e primaverile.

S. Antonio in Seradello l’affresco dell’Ultima Cena

Ultima Cena
I lavori di ristrutturazione della chiesetta, eseguiti nell’89-90 dal gruppo Amici di Sant’Antonio con la guida dell’indimenticato don Graziano, hanno riportato in luce un affresco di notevole pregio artistico posto sul lato sinistro per chi entra.
Il Restauro, tolto lo strato d’intonaco che lo ricopriva, ha recuperato il dipinto che è di grandi  dimensioni (m 4 x 2), ed è segnato da gravi lacune (sul volto del Cristo e nella fascia laterale sinistra) che tuttavia nulla tolgono alla sua suggestione.
Di autore anonimo, a un primo esame può essere datato alla metà del 1400, quindi coevo alla prima erezione della chiesetta citata in alcuni documenti del 1481.
Successivamente il tempietto si è arricchito di altre opere: l’icona cinquecentesca, la Madonna in trono che riecheggia lo stile del Moretto, Sant’Antonio Abate, San Giovanni Battista.
Si inserisce pertanto nel filone d’arte sacra popolare, di cui è ricca la nostra zona: esempi significativi si possono ammirare nelle vicine San Cesario e Pieve della Mitria, nel centro del nostro paese,
e nell’eremo di Sant’Onofrio a Bovezzo.

Chiesa di Sant Antonio

Fonte: “Nave Nostra” Notiziario della comunità parrocchiale Maria Immacolata di Nave (BS)