San Giorgio

L’eremo di S. Giorgio a Caino

Arte e Storia

L’eremo di S. Giorgio al Monte o della Corna a Caino, una piccola chiesa a navata unica che si conclude con catino absidale, sorge su un imponente spuntone di roccia a 1125 metri sul livello del mare ed è ben visibile da Caino; da lì si ammira un magnifico panorama che, dal vicino monte Doppo (1216, il punto più elevato di Caino), spazia fino al lago di Garda. Si trova a poca distanza dal santuario di Conche, con il quale è infatti collegato da un sentiero.

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Per raggiungerlo dal paese, si deve percorrere una camminata assai ripida e tortuosa, che parte pochi metri dopo il santuario Madonna delle Fontane, indicata da un segnale; lungo il sentiero si trova fra l’altro il bivio per raggiungere il poco distante monte Conche. La magnifica vista potrà tuttavia compensare le fatiche dell’escursionista, una volta giunto sulla vetta che sovrasta e divide Caino da Lumezzane.

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Il piccolo edificio fu probabilmente edificato come piccola cella o granaio benedettino. Oltre a S. Giorgio, protettore dei militi (e più tardi degli armaioli), il santuario fu dedicato fino al 1636 anche ad un altro soldato, S. Martino, vescovo di Tours vissuto nel IV secolo. L’antica origine dell’eremo è comunque documentata a partire dal 1291, quando il papa Nicola IV da Orvieto concesse al santuario un’indulgenza. I recenti interventi di recupero dell’edificio hanno fatto emergere, incisi sulle tavelle in cotto del tetto a capanna, singolari simboli che sembrano risalire al Medioevo: pesci, pani o rose camune, cervi o agnelli.

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Degli affreschi rinascimentali, un tempo probabilmente estesi a tutte le pareti della navata, sono visibili unicamente quelli dell’abside, che per unità stilistica possono essere ricondotti ad uno stesso autore: il Padre Eterno sovrasta un Cristo Pantocratore (o benedicente) affiancato da un’Annunciazione sullo sfondo della quale si stagliano quattro colli. Nel registro inferiore, alle estremità dei simboli evangelici e dell’emblema di Cristo (poi ripreso da S. Bernardino da Siena) ci sono alcuni santi martiri fra i quali forse S. Caterina da Siena, protettrice degli appestati, S. Rocco e un devoto, la Madonna col Bambino. Ai lati del piccolo presbiterio sono raffigurati S. Giorgio a Cavallo ed un Hece Homo, datato 1512.

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Nella facciata si apre un portale in stile rinascimentale, in pietra di Botticino con architrave e mensole a voluta. Malgrado l’isolamento, il santuario (dove erano custodite alcune reliquie) fu frequentato con una certa continuità. La devozione si affievolì nel ‘700 quando l’occasione per celebrare la S. Messa venne ridotta alla sola festa del santo; la trascuratezza lo fece decadere e divenire rifugio per briganti, fra cui il famigerato Giubileo, che vi si stabilì per lungo tempo. Va inoltre ricordato che, fino al 1625, vi si fu conservata un’insigne reliquia di S. Costanzo. Fino al 1962 erano conservati all’interno della chiesetta un Crocifisso antico ed una tela seicentesca, raffigurante S. Giorgio, poi trasferiti nella parrocchiale di Caino.

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Oggi il santuario è custodito con cura ed arricchito dagli arredi di Giuseppe Rivadossi: nel 1985 l’artista bresciano ha donato a S. Giorgio un poderoso ed espressivo Crocifisso in legno.

Testo e Fotografie tratti dalla tesi di Francesca Emer: ” LA VALORIZZAZIONE DELL’ALTA VALLE DEL GARZA, DELLA VALLE DEL VRENDA E DELL’ALTOPIANO DI CARIADEGHE – Reportage fotografico tra marketing territoriale e sapori della natura”.

Francesca Emer ha anche  un interessante sito internet ed una meravigliosa pagina Facebook. Vi consigliamo di visitarle.